Attiva i controlli ActiveX per visitare il sito

 

 

 



 

  
Non c'è niente di più umiliante che vedersi parare un rigore da un portiere così cretino da non capire la finta.

                (Giuseppe Meazza)

  Il  tifoso si sfoga
 

Valutazioni...ritardate

Dopo anni, si capisce la vera l'importanza  di Albiol solo quando è infortunato, dopo anni, si giunge alla conclusione che Gabbiadini non è un centravanti puro. Eppure, entrambi si allenano ogni giorno a Castelvolturno, sotto gli occhi di chi è pagato fior di quattrini per la propria presunta competenza. Ma come è possibile?

Francesco Dello Russo - Quarto

 

Invia le tue e-mail a:

postmaster@riccardocassero.it
------------------------------




 

  
                                            

 



    Il tormentone dell'anno alla sua ennesima replica. Va in scena, come vecchia abitudine vuole, il black-out finale a risultato acquisito ed a mente ormai scarica. Ecco l'unico motivo di discussione, dopo una partita messa tranquillamente in ghiaccio, contro il modesto Empoli ed il vecchio tabù della trasferta al Castellani. Sarebbe la quinta vittoria consecutiva fuori casa, ma il rilievo è diventato trascurabile. Tra stizza e preoccupazione la gente si chiede: ma si può mollare così?
    La grande verità è che le pause azzurre non sono preoccupanti in quanto tali, dal momento che la gestione di una partita può normalmente passare attraverso scorci di passività, brevi intermezzi nei quali si rifiata e si controlla la partita con tecnica e mestiere. I problemi -invece- esplodono quando ad accompagnare questi attimi di pausa sono lampi di leggerezza (come quello della barriera in occasione del primo gol empolese) o imbarazzanti errori difensivi, come quella del solito Ghoulam, che rovina su Krunic con la stessa esperienza di un ragazzino degli allievi al suo esordio. E' per questo che i black-out azzurri si riducono ad una semplice questione di baricentro, se la difesa tiene poco e male quando l'inerzia del gioco tiene più tempo la palla nella metà campo azzurra. Mantenere un possesso più alto non risolverebbe il problema: sarebbe solo in grado di nasconderlo, coprendo gli imbarazzi di una difesa chiaramente incapace di fare reparto a sè.
    Insomma, è curioso notare come al Napoli - che ormai si identifica nel suo straordinario collettivo-  risulti ostico riconoscere da un lato un serio difetto di organizzazione difensiva, e dall'altro la carenza tecnica di alcuni singoli. Il lavoro di Sarri è diventato un fatto così centrale, che perfino l'errore individuale viene spesso derubricato a semplice lassismo o a difetto di concentrazione dell'intera squadra. E' un filo rosso, robusto ma invisibile, che tiene unite fra loro molte delle delusioni azzurre punteggiate da banali errori di contenimento. Compresa la maledetta notte con il Real: due stupidaggini, e nulla più.
   
   

(Fa.Cas.)