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Nel calcio c'è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono.

                (Vujadin Boskov)

 

  Il  tifoso si sfoga
 

In vista di gennaio...

Younes, Verdi, Ghoulam, Meret, Ounas...il Napoli ha diverse carte da giocare, alcune delle quali ancora da scoprire. Per la prima volta potremmo non aver bisogno di "spese" invernali. E la rotazione potrebbe essere l'arma in più. Speriamo che il vento giri.

Enzo Vitolo  - Napoli

 

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    Firenze, corsi e ricorsi storici. Certo, l'anno scorso la spettacolarità degli eventi fu memorabile: la follia di Mazzoleni a San Siro, la depressione in albergo, l'espulsione di Koulibaly, i tre gol e l'addio al sogno scudetto: un incubo indelebile. Ma, badate, la gara di quest'anno al Franchi non rivestiva poi una importanza così relativa: dopo un anno speso ad augurarsi la crisetta bianconera, i tempi sembravano finalmente propizi. La BBC latita, la Juve in difesa trema e non brilla in attacco, proprio alla vigilia della ripresa Champions. Quale migliore occasione per mettere la giosta pressione nel momento topico? Quando dimostrare la fattibilità di un inseguimento sempre proclamato, se non a Firenze? Invece, gli umori dubbiosi sulla querelle Hamsik e la confusione mediatica che si è accresciuta attorno hanno quasi spento l'attenzione su Firenze e sugli sviluppi pratici di una vittoria da considerare obbligata. Al contrario, la resa mentale resta li, dietro l'angolo, mai dichiarata ma assorbita a dosi minime, giornata dopo giornate. Paralizzante come un veleno.
    Cosa è mancato? Si chiama garra. E' l'ennesima importazione dallo spagnolo per esprimere l'esasperazione della grinta sportiva, qual mix vincente di cattiveria ed agonismo che da solo vale miracoli. E' ciò che i tifosi pretenderebbero sempre, al di là dell'avversario. E' quello che compensa una forma approssimativa, che rende concreta una impresa anche quando la squadra non riesce a ritrovarsi. Da tre trasferte il Napoli non segna: si corre il il rischio che possa deporre il coltello che dovrebbe avere tra i denti. C'è un patto d'onore da rispettare con chi non si rassegna. Lottare fino alla fine: che alla sconfitta non si aggiunga lo scrupolo di più occasioni fallite.
    L'amara verità è che già a febbaio c'è il serio rischio di un crollo di concentrzione. La cessione di Hamsik ha evocato i primi progetti si rifondazione e rende già attuali logiche  programmatiche che da oggi escludono alcuni elementi ritenuti logori, come Callejon, Mertens e Albiol, che sottolineano il travagliato recupero di Ghoulam, che mettono in discussione la validità di Hysaj o Diawara o che addirittura mettono già in conto le cessioni di Koulibaly o Zielinski. Quando il calcio parlato si prende la scena, le motivazioni calano ben oltre i livelli di guardia. Guai ai vinti, ancora una volta.
   

(Fa.Cas)
 

 
 

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