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Nel calcio c'č una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono.

                (Vujadin Boskov)

 

  Il  tifoso si sfoga
 

E' la volta buona?

Siamo alla fine del girone di andata ed il Napoli, ringraziando il Cielo. č favorito per lo scudetto. Se lo meritiamo davvero, dovremmo dimostrarlo a gennaio, prendendo un paio di giocatori che risolvano tutte le emergenze. Altrimenti...che parliamo a fare?

Giovanni Buono - Napoli

 

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    Ci č voluto il solito (e stavolta banalissimo) senno di poi per capire che la banda granata e l'ostinata tigna di Mazzarri erano state sopravvalutate oltre i limiti suggeriti della ragione o dell'amor di maglia. La Juve non molla ed Il Napoli si ritrova primo al termine di un altro turno inutile e per qualche verso frustrante. Una serie interminabile di gare ad esito logico  e la stratificazione dei valori della serie A ha finito per allontanare la discussione dal terreno di gioco per riversarla esclusivamente sui meriti in fase di programmazione, sulla gestione della rosa, sulla distribuzione delle risorse umane e fisiche. Occupiamo le lunghe pause fra i pochi turni decisivi maledicendo occasioni perse e risibili contorsioni di mercato.  L'inclinazione al polemismo c'entra poco, se una cittā si ritrova a fronteggiare i paradossi di eliminazioni gradite, di finzioni agonistche inscenate sul palcoscenico europeo col semplice scopo di preservare ad oltranza un ridotto manipolo di maratoneti del pallone. Una irriducibile e sporca dozzina. Perchč -dopo tonnellate di chiacchiere- questo č il Napoli: dodici giocatori. Contati.
    Figuriamoci quale perplessitā possa poi nascere quando quella sporca dozzina si ritrova a faticare ed a stringere i denti fino al novantesimo con la Spal, se Insigne e Mertens non riescono ad entrare in partita e la squadra concretizza poco o nulla contro una difesa che ha subito 46 gol in serie A. E' facile ritornare sui meccanismi di usura, sulla assenza di variabili tattiche, sull'eterno terrore che la spia rossa possa tornare ad accendersi da un momento all'altro. Se non si tratta di realtā concrete, č un sospetto tiene in ansia costante, giā a tredici giornate dal traguardo finale.
    Non resta che consolarsi con il primo posto, con il nuovo record di nove vittorie consecutive, con la speranza che muscoli e nervi tengano duro fino alla fine. Dopo aver rinunciato a tutto - per non aver imparato nulla - c'č davvero poco altro da fare.

(Fa.Cas)

 

 

 

 

 

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