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Nel calcio c'è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono.

                (Vujadin Boskov)

 

  Il  tifoso si sfoga
 

Siamo davvero pronti?

Tutti sembrano essere d'accordo: il Napoli è fra le favorite per lo scudetto. Ma è possibile che si tratta di una squadra che non ha bisogno di nessun ritocco ? Non vorrei che ci fosse un pizzico di presunzione.

Franco Festa - Napoli

 

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    "Mentalmente abiamo un mese di tensione in più, rispetto a tutti gli altri". Sarri ormai si appoggia dove può, Spiega, giustifica, fugge, copre. Insigne ai box, Hamsik in eterno ritardo di forma, Mertens e Callejon che boccheggiano. Gli infortuni pesano eccome, ma la maledetta flessione del Napoli ha nomi, cognomi e spiegazioni fin troppo semplici. Talvolta eccessive. Il festival delle accuse ad una gestione improvvida non risparmia nessuno, né tiene conto degli scherzi del destino. Il popolo azzurro si è ritrovato improvvisamente a chiedersi se la cessione di Strinic sia stata una vera necessità, considerati tutti gli interrogativi che condizionano l’inserimento di Mario Rui. Per non parlare della cessione di Zapata, ospite malinconico e solitario nel ritiro di Dimaro ed oggi uno dei rimpianti più forti dei tifosi. Una grande squadra sa assorbire nella rosa gli esuberi apparenti e non se ne sbarazza: come spesso succede, ci ritrova nel corso della stagione a fare filosofia sulla vera identità azzurra e sulle strategie da seguire, visto che oggi sarebbe necessario ragionare e programmare come un top club dovrebbe.
    Abbandonarsi allo sconforto -ammettiamolo pure- diventa un fatto quasi obbligato, viste due variabili che appesantiscono tutte le dinamiche di mercato: le trattative sono sempre lunghe, estenuanti, condotte sul filo dell’economia e mai pianificate a tempo debito, dunque esposte alle interferenze di una concorrenza feroce e sempre sul pezzo. Le tempistiche di inserimento nei meccanismi sarriani, poi, rendono approssimativa ogni ipotesi: impossibile prevedere inserimenti immediati nell’undici titolare. La squadra lotterebbe per lo scudetto: è mai possibile fronteggiare una crisi cosi’ articolata già ad inizio dicembre?
    Il Napoli, oggi, paga dazio anche per qualche falsa convinzione. Innanzitutto, la presunzione -derivata dall’andamento della scorsa stagione chiusa in crescendo- che una flessione fisica così pesante fosse una eventualità impossibile, vista la stabilità di forma e risultati che hanno portato gli azzurri al terzo posto. Con l'aggravante più subdola: l’anticipo di preparazione legato ai preliminari di Champions. Un intralcio d'elite per il quale, in passato, tutti hanno pagato il conto, prima o poi.

    Fiaccato nelle gambe ed in crisi di fiducia, al Napoli non è restato che giocare sui nervi, gettando il cuore oltre un ostacolo facilmente abbordabile, ma solo nei giorni in cui tutto girava al meglio. Ma non è bastato, non può bastare, quando sottorete mancano ossigeno e lucidità e l'ansia cresce con il passare dei minuti. La nottata deve passare. Non resta che resistere, tutti insieme.

(Fa.Cas)