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Non c'è niente di più umiliante che vedersi parare un rigore da un portiere così cretino da non capire la finta.

                (Giuseppe Meazza)

  Il  tifoso si sfoga
 

Il marcato...un anno dopo

Dopo una bellissima campagna acquisti (Maksimovic e Giaccherini a parte), i punti sono quasi gli stessi e la posizione in classifica è peggiorata. Parliamo tanto dei giovani, ma forse questo è il segno che dovevamo rafforzarci in un'altra maniera.

Nicola Esposito - Vomero

 

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    Piogge di recriminazioni, pali, episodi sfortunati, sviste arbitrali. Come spesso accade, il condimento di una delusione inaspettata non mancherà di stimolare i vittimisti ad oltranza. Ma è la solita questione di punti di vista, poichè occorrerà prima o poi chiedersi se una squadra che vuole diventare grande deve ragionare da grande o no. E chi vuole farlo, ha l'imperativo assoluto di valutare innanzitutto i propri errori, prima di scaricare logiche e responsabilità fuori dalla propria coscienza. Oggi, al trentacinquesimo gol subito (quindici in più rispetto alla Juventus, otto in più rispetto alla Roma, con una partita in meno) sarebbe anche l'ora di chiarire definitivamente due aspetti. Il primo è che -nei fatti- la linea difensiva resta il vero tallone di Achille della macchina da guerra azzurra, totalmente incapace (e qui interviene qualche lacuna del tecnico, che comunque dispone di materiale umano di qualità superiore) di garantire una tenuta appena sufficiente per i livelli a cui il Napoli ambisce. Il secondo aspetto -un obbligo morale assoluto- è riconoscere che il terzo posto sarebbe l'ovvia conseguenza dei demeriti accumulati nel corso della stagione. Impossibile, tanto per rimanere nella stretta attualità, concedere al Sassuolo due pareggi e tre gol, annoverando poi queste partite tra le prove sfortunate e richiamandole nella dietrologia dei "se" e dei "ma" e nelle occasioni dalla sorte avversa. Se si è trattato di incapacità, c'è un prezzo da pagare ed un limite da ammettere. Tutto ciò fa classifica, senza discussioni.
    E' un modo semplice, ma intellettualmente onesto, per capire che il gap con la Juventus, a di là di qualche slancio dettato dalla fede o dall'ottimismo, è ancora lontanissimo dall'essere colmato, se è vero che la difesa bianconera non ha concesso nemmeno un gol nella doppia sfide col Barcellona, mentre il Napoli ne ha regalati ben due (ed in un solo tempo) con il Sassuolo. E' qui la differenza disarmante. Perchè le imprese si costruiscono in difesa, in campionato come in Champions League. Da sempre.
    Tutto il resto, per quanto importante, figura in un ordine secondario. Poco convincenti, ma non decisivi, il tentennamenti di Sarri prima di operare cambi che potessero chiudere la partita in tempo utile. Avvilenti i pali colpiti col risultato ancora in bilico. Discutibile (e poco più) qualche svista arbitrale. Dopo trentacinque gol presi, non è dalle recriminazioni del tifoso deluso che può nascere un grande Napoli.

(Fa.Cas)