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Nel calcio c'è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono.

                (Vujadin Boskov)

 

  Il  tifoso si sfoga
 

Siamo davvero pronti?

Tutti sembrano essere d'accordo: il Napoli è fra le favorite per lo scudetto. Ma è possibile che si tratta di una squadra che non ha bisogno di nessun ritocco ? Non vorrei che ci fosse un pizzico di presunzione.

Franco Festa - Napoli

 

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     Ancora in alto, da soli e con quattro (provvisori) punti sulla seconda: il Napoli mette sotto il diavolo riprende la sua corsa. Ma due argomenti forti condizionano pesantemente la disamina della partita, amplificandone i meriti. Le ombre scure e lunghissime della eliminazione azzurra alle qualificazioni Mondiali e la rabbia di una nazione intera per la cocciuta esclusione di Insigne concentrano su Lorenzo la totale attenzione dei media. Sulle prime pagine dei quotidiani, nell'esaltazione del Magnifico si consuma la catarsi della nostra dignità calcistica: siamo fuori ma non lo meriteremmo, abbiamo talento e materiale umano, ma paghiamo l'ostinazione e l'incompetenza di un solo uomo, Giampiero Ventura. Quanto più gli esclusi dimostrano il loro valore, tanto più c'è un solo candidato per la gogna ed il movimento calcistico italiano recupera la sua dignità. Grazie ad Insigne ci sentiamo meno scarsi e vittime inascoltate dell'incompetente di turno. Ecco perchè -soprattutto oggi- Lorenzo è più Magnifico di quanto non lo sia realmente.
   Questa logica ci è comoda, ma è vera a metà, perchè il festival dell'ipocrisia italiota travolge tutto e dimentica i danni devastanti e letali della sentenza Bosman, che azzera o quasi il numero degli italiani nelle squadre di vertice, impedisce la loro maturazione, soffoca le risorse della Nazionale fino all'asfissia. Realtà palesi ed inaccettabili altrove, ma tollerate dalla interessata compiacenza dei media italiani, aggrappati alle esigenze dei club ed alla platea che li segue, esterofila fino al parossismo più cieco e mortificante per la nostra identità nazionale. E Ventura? Una sciagura assoluta. Peccato che al momento del suo incarico, però, sui giornali non apprezzammo levate di scudi contro la sua inesperienza internazionale, il suo inesistente carisma, il suo curriculum modesto e discutibile, passato anche per un esonero a Napoli, dopo un pareggio interno con la Fermana, in serie C1 nell'anno di (dis)grazia 2005. Nel gol di Insigne c'è la riabilitazione del talento italiano. Nella sua enfasi a nove colonne, la maledizione a chi lo ha condotto alla rovina. Soprattutto quella.
    I tre punti, poi, sono la lente più ovvia attraverso la quale osservare i riflessi della gara del San Paolo. E' il secondo argomento forte e motivato, ma solo nella misura in cui il Napoli esprime mestiere e concretezza. Perchè gli azzurri hanno ripreso a correre in classifica, ma forse un po' di meno sul campo di gioco. "Non siamo brillantissimi", ha ammesso Sarri, che in conferenza stampa non ha negato appannamenti sparsi e le scorie per le fatiche nelle Nazionali. Mertens e Callejon non sono al meglio, Hamsik fatica a reggere l'intera gara: la condizione fisica resta - a dispetto del primato in classifica- il nodo irrisolto già a novembre. Aspettare la Befana. E' questa la nostra dannazione eterna.

(Fa.Cas.)